Come usare i radiomicrofoni

Alcuni cenni fondamentali per usare i radiomicrofoni senza avere problemi

 

Impariamo ad usare i radiomicrofoni

Questa utilissima guida è stata creata dal team Exibo, distributori ed ormai collaboratori del marchio Sennheiser, espertanel campo dal 1957.
Abbiamo pensato di pubblicarla sul sito per i tecnici del suono, piu o meno esperti, che spesso incontrano problematiche sul posizionamento, interferenza e ricezione.


Solo alcuni accenni a un argomento complesso

Molta cura va posta nel posizionamento di tutti gli elementi del sistema, è importante non tenere i radiomicrofoni vicini tra loro e sistemare in opera i microfoni a clip con cura, nella posizione migliore possibile (la cravatta è sempre ottima, ma vicino al nodo!). Come in ogni ripresa è importante prima di tutto saper scegliere quello adatto tra i vari tipi di microfoni possibili; i microfoni cardioidi dovrebbero offrire una buona protezione dal feedback acustico, ma bisogna saperli scegliere ed utilizzare. Nella demo è stato citato il modello MKE 40-ew che garantisce quanto appena richiesto e un suono di grandequalità, con bassi ben marcati. 
Per le applicazioni live con elevati livelli di pressione acustica viene raccomandato l’impiego di un radiomicrofono in grado di resistere a forti sollecitazioni, come il palmare SKM 945 G2 che vanta un basket modificato per sopportare un livello ancora più alto. 
Questo microfono garantisce un’elevata reiezione al feedback acustico, mentre un anello colorato può essere molto utile per garantirne una veloce identificazione. 
È essenziale ricordarsi di regolare correttamente la sensibilità di ingresso del mixer altrimenti potremmo incorrere in un cattivo rapporto S/N, ad esempio nelle riprese di una voce bassa, come quella di un moderatore o di un giornalista. 
Tra ricevitore e trasmettitore resta sempre il dubbio: quale accendere per primo? La risposta è: accendere sempre per primo il ricevitore, poi controllare il livello RF e valutare la deviazione. La presenza dello Squelch permette di sopprimere il rumore dell’uscita audio del ricevitore in assenza di segnale RF all’ingresso d’antenna del ricevitore stesso. A proposito di Squelch, la prima raccomandazione è: se sentiamo del rumore diverso dal rumore bianco, bisogna cambiare frequenza. Lo squelch è inerme contro le interferenze e l’intermodulazione! 
Cause frequenti (e di recente apparizione) del rumore in uscita dal ricevitore di un sistema di collegamento wireless (senza fili) sono le interferenze provenienti da sistemi digitali, come i trasmettitori del digitale terrestre contro cui si può ben poco (in moltissimi casi, nelle esterne è indispensabile un sopralluogo preventivo). 
Pare ovvio, ma almeno una volta va sottolineato, non dobbiamo mai utilizzare due trasmettitori sulla stessa frequenza! La distanza minima tra due canali adiacenti deve essere di 400 kHz, ma se i canali operativi contemporanei fossero di più, potrebbero non bastare. 
Se nel controllo operativo sull’area che dobbiamo coprire troviamo dei punti ove si verificano interruzioni di collegamento è indispensabile modificare la posizione delle antenne. 
Altre fonti che possono causarci problemi di interferenza RF sono le portanti irradiate da sistemi digitali come Computer, Dimmer Luci, Corpi illuminanti mobili, Regolatori di colore, Tastiere, Processori audio, Telefoni GSM, la Televisione Digitale. Una vera e propria selva nella quale destreggiarsi. 
Altri punti che sembrano ovvi, ma non lo sono sempre e per tutti: ottimizzare la posizione delle antenne (e la loro scelta!), tenere una distanza di almeno 1 cm tra il trasmettitore bodypack e il corpo, non toccare mai l’antenna né attaccarla con del nastro adesivo direttamente sulla pelle; un simile errore può vedere ridotta l‘emissione di potenza fino al 99,9%! Ancora, valutare una distanza di ripresa in termini di Potenza irradiata perché una potenza di trasmissione smisurata, oltre che essere fuori legge, potrebbe non servire, se l’antenna è inadatta o mal installata. 

Antenne 

Lavorando su frequenze elevate i radiomicrofoni danno il meglio di sé solo quando antenne di TX (trasmissione) e RX (ricezione) “si vedono” ovvero sono in ’linea ottica’ tra loro. Per evitare picchi di segnale RF, operare in modo che ci sia una distanza di almeno 4 metri tra antenne di Tx e Rx e mantenere sempre una certa distanza (almeno 1 m) dalle strutture metalliche per evitare perdite di segnale dovute alla perturbazione del campo elettromagnetico attorno alle antenne. 


Direttività 

Quando ci troviamo ad operare all’interno di edifici, le riflessioni dalle pareti sono inevitabili. In questi casi antenne poco direttive rappresentano spesso il miglior compromesso. Viceversa, in esterna di solito abbiamo situazioni caratterizzate da poche o nessuna riflessione; qui è bene ricordare che la direttività aiuta a stabilizzare il collegamento e quindi dobbiamo lasciarci guidare dai diagrammi di posizionamento delle antenne. Dopodichè è bene scegliere un allestimento con antenne direttive poste ai lati della scena a circa due metri dal pavimento. 

Propagazione e interferenze 

A proposito di ricezione multipla in antenna (multipath) è bene rammentare che la somma dei segnali non di rado dà risultati sottrattivi (interferenza distruttiva), con conseguente riduzione della copertura e della qualità audio. L’unica soluzione percorribile è l’impiego di apparati con sistema di ricezione denominato ’True Diversity’. 
Il True Diversity fornisce al ricevitore segnali RF più omogenei e quindi assicura una migliore qualità sonora. I vari rimedi che consentono di risolvere praticamente tutte le condizioni di ripresa prevedono un attento posizionamento delle antenne, per la maggiore efficacia del Diversity. Altre soluzioni percorribili sono l’impiego di un antenna booster, un dispositivo che assicura un incremento di 10 dB del segnale RF, e considerare con attenzione le perdite dei cavi di collegamento antenna-ricevitore. L’attenuazione per 100 m, alla frequenza di 700 MHz, varia come segue: con cavo RG 58, diametro 5mm si avrà una attenuazione di 46 dB, per un cavo RG 213, diametro 10,3 mm, avremo 21,5 dB, e per un cavo H2000 flex, diametro 10,3 mm, avremo solo 11 dB di attenuazione. 
Occhio però ai costi ed alla rigidità del cavo che aumentano con le prestazioni! 
Se consideriamo che una attenuazione di fino a 6 dB è accettabile, possiamo riassumere in breve i concetti fondamentali dicendo che la lunghezza dei cavi coassiali deve essere limitata: inferiore ai 10m, l’indicazione del livello medio RF deve essere mantenuta su valori elevati, 100µV, (per i ricevitori EW G2 il fondo scala dell’indicatore), la commutazione frequente dei canali I/II nel funzionamento diversity è sintomo di buon funzionamento.

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